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domenica 26 dicembre 2010

even jewellery that's fake do shine

Parlando con la mia pussha di quello che ha capito di essere, mi è venuta in mente una canzone che non ascoltavo da anni: Ray dei Millencolin.
Una canzone che dice tante cose. Mi torna alla mente il passato, quando stavo cominciando ad aprire gli occhi, a guardarmi attorno, a uscire dall'involucro di protezione tipico di tutti i bambini.
Non ritengo certamente di essere già abbastanza grande e matura, ma sicuramente sono cambiata, sono cresciuta rispetto a prima. Mi viene un po' di nostalgia. Eppure si tratta di...quanto? Cinque anni fa. Cinque è un numero piccolo, le dita di una mano.
Ma cinque anni sono tanti.
Saranno i miei piccoli diciannove anni a farmeli vedere come infiniti.

Hey, what the hell do you want me to do? Hey, does it
look like I'm static to you? Well, you might look twice
cause I'm moving.
OK, you see that I can walk which is good, but still you're
trying to make me talk like you would. Your intention's
nice, you're improving.

For all you know you're doing fine, but I guess it shows
shows that even jewelry that's fake do shine.

So shut your mouth now big boy, I'm just myself not your
toy. It's in my nature to be changing.
Now is it so hard to see? You can not make me to be
someone who never will be changing
.